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Isola del Giglio Adagiata sulla distesa azzurra del Tirreno, l’ isola del Giglio è la seconda, per estensione, dell’ arcipelago Toscano. La sua felice posizione geografica favorì fin dai tempi più antichi insediamenti umani. Fu infatti abitata dagli etruschi, che ne sfruttarono i giacimenti di pirite e di ferro. I numerosi reperti archeologici del periodo Romano ci testimoniano in oltre l’ esistenza di una fiorente attività commerciale fra la piccola comunità del Giglio e la capitale dell’ Impero. Cadrebbe infatti in un grossolano errore chi si figurasse quest’ isola deserta, scoscesa, popolata soltanto da conigli selvatici, alte rupi, cisto, lentischi, albatrelle, rosmarino.... L’ isola infatti è sempre stata abitata e coltivata ed è ancora oggi possibile distinguere nel suo territorio, alternati alla macchia mediterranea, ampie zone, vestigia di quella che fu un’ eccezionale civiltà agricola. Tutto il terreno coltivabile è minuziosamente scalettato a costituire un’ imponente scultura; fra i terrazzamenti agricoli, i capannelli, minuscole costruzioni in muratura sormontate da un tetto a volta, con piccole finestrelle e dallo stile arabeggiante: forse antico influsso delle compagne di pesca sulle lontane coste dell’ Africa, dove il gigliese, contadino e marinaio nello stesso tempo, era solito spingersi. Davanti ai capannelli, immersi nel sole e nel silenzio della campagna gigliese, si ha la sensazione di essere stati trasportati in pienissimo mito. Non a caso uno dei più celebri figli dell’ isola del Giglio, una delle più note firme della letteratura nazionale, lo scrittore Raffaello Brignetti, ha scritto: “ Chi è nato in una piccola isola è nato in un posto mitico”. Ma la sorpresa più grande che l’ isola riserva al turista è il centro medievale di Giglio Castello, sorto nell’ XI secolo in cima ad un colle di 400 metri. Interamento circondato da alte mura, dalle quali ad intervalli si sbalzano torrioni, il paese è un vero dedalo di vicoli e di viuzze, di case arroccate in un gioco architettonico fantastico. Nel periodo delle Repubbliche Marinare, l’ isola fu il più lontano avamposto della forte Repubblica Pisana. Assoggettata Pisa a Firenze, anche il Giglio passò ai nuovi padroni e questi ultimi, ossia i Granduchi di Toscana, ebbero sempre tanto a cuore quest’ isola a tal punto che ogni loro primogenito veniva immediatamente insignito, al momento stesso della nascita, del titolo di “Signore del Giglio”.
L’ altro centro abitato dell’ isola è Giglio Porto, sorto nel XVIII secolo da una duplice corrente immigratoria di pescatori liguri e napoletani, attratti dalla pescosità dei mari circostanti. Il Porto quindi più moderno, con le sue case sorte simmetricamente all’ arcuata spiaggia, è oggi il centro economico dell’ isola, svolgendosi qui il massimo movimento turistico ed essendoci l’ arrivo e le partenze dei traghetti da e per Porto S. Stefano (Argentario).
L’ ultimo centro abitato dell’ isola è il Campese, una quieta e lunata spiaggia in un ampio golfo, all’ estremità del quale il faraglione e la torre medicea costituiscono due particolarità paesaggistiche di enorme rilievo.
Le acque che circondano l’ isola sono di una nitidezza superba e sono il regno delle più svariate specie animali e vegetali. L’ isola del Giglio viene definita dalle guide turistiche “Fantasiosa sintesi di incomparabili bellezze naturali” e non ci sembra questo davvero un riconoscimento immeritato. La straordinaria limpidezza del mare che la circonda, la suggestività del suo paesaggio, delle sue valli, la dolcezza del clima ne fanno ormai una meta contesa da turisti di ogni nazionalità.
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